App indebita

App. Indebita Sez 2 n. 11959 2019 dep. 10 aprile 2020

Integra il delitto di appropriazione indebita la sottrazione definitiva di “file” o “dati informatici” attuata mediante duplicazione e successiva cancellazione da un personal computer aziendale, affidato all’agente per motivi di lavoro e restituito “formattato”, in quanto tali “dati informatici” – per struttura fisica, misurabilità delle dimensioni e trasferibilità – sono qualificabili come cose mobili ai sensi della legge penale.

 

Il soggetto agente lavorava in una società informatica e, dopo aver dato le dimissioni, veniva assunto in un’altra società operante nel medesimo ambito.

Durante il servizio svolto nella prima società, l’imputato aveva in comodato d’uso un personal computer tramite il quale svolgeva il proprio operato in seno alla predetta società.

Prima di presentare le dimissioni il soggetto agente restituiva il menzionato computer senza i dati informatici che vi erano contenuti e, pertanto, in stato di formattazione, senza che vi fosse più traccia dei file originariamente presenti al suo interno, sottraendoli e prendendone possesso tramite duplicazione.

Ebbene, la questione del decidere era se i dati informatici e i file potessero costituire oggetto del reato di appropriazione indebita per via della loro riconduzione alla nozione di beni mobili.

La II Sez. della Corte di Cassazione ha fatto luce sulla questione con la sentenza n. 11959/19: il delitto di appropriazione indebita ha ad oggetto il denaro o altra cosa mobile, quest’ultima considerata come qualsiasi cosa suscettibile di essere detenuta, sottratta, impossessata, appropriata, trasportata da un luogo ad un altro.

I files e i dati informatici, ben possono essere spostati da un sistema ad un altro, così come possono viaggiare sulla rete internet e, pertanto, pur se trattasi di beni immateriali, possono essere considerati cose mobili.

Ove l’appropriazione venga realizzata con condotte che mirano a sottrarre definitivamente i dati informatici mediante duplicazione e successiva cancellazione, si realizza il fatto tipico della fattispecie delittuosa dell’appropriazione indebita.

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