Procedimento per decreto

Procedimento per decreto

Il procedimento per decreto è il rito speciale che produce il massimo effetto deflattivo visto che comporta l’eliminazione delle fasi processuali dell’udienza preliminare e del dibattimento.

Tramite l’instaurazione del procedimento per decreto il pubblico ministero si limita nella richiesta al Giudice per le indagini preliminari dell’applicazione di una pena senza sentire la parte in questione e, pertanto, in assenza di contraddittorio (inaudita altera parte).

A quel punto l’imputato, che viene informato soltanto in un momento successivo, può decidere di attivare tutte le garanzie che gli sarebbero spettate se il procedimento penale avesse avuto pieno svolgimento (e può farlo tramite l’opposizione al decreto penale di condanna), oppure può decidere di accettare la pena pecuniaria che è contenuta all’interno del decreto penale (l’assenza di opposizione costituisce consenso tacito alla pena).

La pena che il pubblico ministero decide di richiedere al Giudice è interamente pecuniaria e, eventualmente anche in sostituzione di pena detentiva, può essere diminuita sino alle metà del minimo edittale, ma occorrono due presupposti per il procedimento per decreto:

  • il pubblico ministero deve formulare la richiesta con l’imputazione entro 6 mesi da quando il nome dell’indagato sia stato iscritto nell’apposito registro;
  • non devono essere applicabili misure di sicurezza a causa della pericolosità dell’autore del reato.

Il Giudice per le indagini preliminari sarà tenuto a valutare la richiesta formulata dal pubblico ministero e, in caso di esito positivo, pronuncerà il decreto penale di condanna con la pena che è stata richiesta, mentre in caso di esito negativo, atteso che la richiesta non sia legittima perchè non deve instaurarsi il rito speciale in questione, non sia corretta la qualificazione giuridica del fatto o, infine, non ritenga congrua la pena pecuniaria richiesta, restituirà gli atti al pubblico ministero affinchè proceda in altro modo (può anche accadere che il Giudice ritenga di prosciogliere l’imputato perchè vi sia la prova dell’innocenza, ma in ogni caso non può modificare il quantum richiesto dal pubblico ministero, potendo ammettere la pena così come richiesta o meno).

L’accettazione del decreto penale porta diversi vantaggia all’imputato: difatti, solitamente si tratta di una pena ridotta della metà, potrebbe esserci la sospensione condizionale della pena, l’assenza di spese del procedimento, l’assenza di pene accessorie (salvo la confisca obbligatoria), l’estinzione del reato se nei 5 o 2 anni successivi l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione, la non menzione nel casellario giudiziale.

Qualora, invece, l’imputato decida di non accettare il decreto penale allora potrà, entro il termine di 15 giorni dalla notifica dello stesso, proporre opposizione ed accedere al dibattimento del processo, con la garanzia della formazione della prova in contraddittorio, oppure richiedere (sempre tramite l’opposizione) l’instaurazione di un diverso procedimento speciale.

Se non vi è opposizione entro il termine stabilito allora il Giudice ordina l’esecuzione del decreto, diversamente, nel caso di opposizione, il decreto penale di condanna viene revocato.

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