concussione

Concussione

Viene punito per il reato di concussione quel pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che costringe taluno a dare o promettere, a lui o un terzo, del denaro o altra utilità abusando della sua qualità o del suo potere.

E’ quindi un reato proprio, realizzabile soltanto dal pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, che può essere commesso soltanto durante il servizio. Difatti, ai fini dell’integrazione della fattispecie, è rilevante che l’agente ponga in essere la condotta nell’attualità dell’esercizio della funzione, non potendo configurare altrimenti il reato di concussione.

Commette il reato di concussione, quindi, il pubblico ufficiale che pone in essere atti antidoverosi, contrari ai principi di buon andamento, imparzialità e legalità della pubblica amministrazione, ma anche il pubblico ufficiale che abusi della sua qualità, concretizzandosi questo in una condotta penalmente rilevante.

L’abuso della qualità si verifica quando si utilizza la propria qualifica e il proprio ruolo per un tornaconto personale, limitando o condizionando la determinazione della volontà altrui.

Per la consumazione del reato di concussione non è sufficiente la richiesta indebita di denaro. Difatti, la semplice richiesta (anche reiterata) può integrare il reato di istigazione alla corruzione (nel caso sia rifiutata dal privato), oppure di corruzione (se accolta dal privato). Per integrare il reato di concussione occorre che il pubblico ufficiale abbia posto in essere degli atti concreti che nascano dall’abuso della sua qualità o del suo potere.

Inoltre, il reato di concussione non riguarda necessariamente un pregiudizio attuale e immediato, potendo il pubblico ufficiale paventare un pregiudizio anche di realizzazione futura, attraverso velate allusione e previsioni maliziose.

In sintesi, ciò che si punisce nel reato di concussione è la condotta usata come mezzo per raggiungere uno scopo illecito: ad esempio, sarebbe concussione la minaccia del pubblico ufficiale di denunciare il privato per un reato che ha effettivamente commesso (condotta assolutamente lecita e onorevole del pubblico ufficiale) se la stessa minaccia venisse usata come mezzo per raggiungere un proprio fine (pertanto non varrebbe ad escludere il reato di concussione la circostanza che la vittima versi in una situazione illecita).

La differenza con la corruzione(link) è evidente: nel reato di concussione il pubblico ufficiale abusa della sua qualità e del suo potere per infliggere timore nella vittima e farsi dare o promettere denaro o altra utilità (l’abuso rappresenta il mezzo); nel reato di corruzione, invece, l’abuso è il fine, il risultato finale a fronte della dazione o promessa di denaro o altra utilità (l’abuso rappresenta il risultato). Per saperne di più sul reato di corruzione clicca qui.

Ciò che si viene a creare è uno stato di soggezione nella vittima, uno stato d’animo tale da porla in posizione non paritaria con il pubblico ufficiale, che la induce a sottostare alle richieste del pubblico ufficiale, perchè potenzialmente esposta a ritorsioni del soggetto agente.

E’ sufficiente la promessa di denaro da parte del privato cittadino, anche se costui è consapevole di non mantenerla nel futuro, sperando che un tempestivo intervento delle forze dell’ordine ne impedisca la realizzazione.

Il reato di concussione ha certamente natura plurioffensiva, atteso che lede il prestigio e l’immagine della pubblica amministrazione, ma porta offesa anche al cittadino nella sua sfera privatistica, per quanto attiene al suo patrimonio e alla determinazione del suo consenso.

Conseguentemente, saranno soggetti passivi e persone offese, che potranno sporgere querela per ottenere il risarcimento del danno e contestuale condanna penale dell’imputato, sicuramente la pubblica amministrazione e i privati che danno o promettono (ma persona offesa può anche essere un altro pubblico ufficiale che, sopratutto in casi di rapporti di gerarchia, venga a trovarsi nella medesima situazione psichica di soggezione nei confronti del soggetto agente).

Per fare qualche esempio, possono costituire reato di concussione: il comportamento di un insegnante pubblico che inviti i genitori di un alunno inadeguatamente preparato a prendere lezioni private da un altro insegnante, la condotta di un vigile urbano che chieda una somma di denaro per consentire a un venditore ambulante, privo di licenza, di svolgere la sua attività, l’atteggiamento di un agente della guardia di finanza che, in occasione di una verifica fiscale presso un esercizio commerciale, abusando della propria qualità, induca l’esercente a consegnargli gratuitamente dei prodotti rappresentandogli la sistemazione di eventuali irregolarità riscontrate.

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