Danneggiamento

Danneggiamento

Viene punito per il reato di danneggiamento chiunque distrugge, disperde, danneggia o rende inservibile cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di violenza o minaccia sulla persona.

In tema di reato di danneggiamento, occorre distinguere tra danneggiato e soggetto passivo: infatti, il danneggiato sarà colui che subirà un danno patrimoniale valutabile dalla condotta delittuosa, mentre il soggetto passivo sarà colui che è titolare del bene e dell’interesse tutelato dalla norma penale che viene posto in pericolo (per fare un esempio: in caso di comodato il soggetto passivo sarà il detentore del bene, mentre il proprietario dello stesso sarà il danneggiato).

L’elemento oggettivo del reato di danneggiamento non viene meno per il valore minimo che dovesse possedere il bene danneggiato, atteso che non sono consentite distinzioni sull’apprezzamento economico della cosa mobile o immobile, rilevando soltanto l’esiguità del danno prodotto (che è cosa diversa dal valore economico del bene).

Il reato di danneggiamento è integrato anche se il deterioramento produca l’inservibilità temporanea della cosa, perché non importa l’eventuale reversibilità del danno, anche se questa avvenga non per opera dell’uomo ma per la capacità della cosa stessa: si pensi allo smaltimento illecito di rifiuti in un fiume che venga reso inidoneo all’irrigazione dei campi e all’abbeveraggio degli animali.

Il dolo richiesto è quello generico, per cui è sufficiente la consapevolezza di danneggiare la cosa mobile o immobile, a nulla rilevando il movente o la finalità per le quali la condotta venga posta in essere.

Conseguentemente, sussiste il reato di danneggiamento anche quando l’azione del soggetto agente sia posta non allo scopo di provocare un danno, ma quale mezzo per raggiungere uno scopo diverso.

Quindi sussisterà il dolo nel caso in cui, per fuggire dalle forze dell’ordine, il soggetto agente danneggi i veicoli parcheggiati sulla pubblica via.

Il reato di danneggiamento ha natura di reato istantaneo, ma quando sia frutto più condotte si configura come reato a consumazione prolungata, o a condotta frazionata, ragion per cui il termine di prescrizione decorrerà dal termine dell’ultima condotta posta in essere.

La fattispecie delittuosa può ben concorrere con altri reati: per fare un singolo esempio, il reato di danneggiamento può concorrere con il reato di atti persecutori nel caso in cui più atti di danneggiamento siano la modalità esclusiva di consumazione degli atti persecutori.

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