Estorsione

Estorsione

Viene punito per il reato di estorsione chiunque si procura per sé o per altri un profitto ingiusto con un danno altrui tramite violenza o minaccia, costringendo altri a fare oppure a omettere qualcosa.

Ciò che si intende tutelare è sia la libertà individuale delle persone, sia la loro inviolabilità patrimoniale.

Per quanto riguarda la minaccia, questa può essere commessa in qualsiasi modo: può essere esplicita, implicita, palese, diretta o indiretta, orale o scritta.

L’unica caratteristica che la minaccia deve possedere, per parlarsi di reato di estorsione, è l’idoneità a incutere timore e coartare la volontà del soggetto passivo (naturalmente queste caratteristiche saranno oggetto di accertamento durante il procedimento penale in relazione alle circostanze del caso).

La minaccia, pertanto, sarà considerata idonea tutte le volte in cui il male minacciato, in relazione alle circostanze concrete del caso, sia tale da incutere timore: verranno prese in considerazione la personalità del soggetto agente, l’ambiente in cui è avvenuto il fatto, le condizioni soggettive del soggetto passivo, perché più vulnerabile sarà la persona offesa è maggiore sarà la potenzialità della minaccia.

Per la sussistenza del reato di estorsione occorrono un profitto ingiusto e un danno altrui: il profitto può essere a contenuto patrimoniale ma anche non patrimoniale, mentre il danno deve necessariamente essere di natura patrimoniale (deve, cioè, consistere in una diminuzione del patrimonio della persona offesa).

Il reato di estorsione si consuma nel momento e nel luogo in cui si verificano il danno patrimoniale e l’ingiusto profitto, quindi nel momento della consegna della cosa estorta dal soggetto passivo al soggetto agente (mentre se la violenza o minaccia non portano al risultato di ottenere il profitto ingiusto si avrà tentata estorsione).

Il reato di estorsione è a dolo generico e, pertanto, si richiede che il soggetto agente abbia la consapevolezza di porre in essere la condotta delittuosa allo scopo di ottenere il profitto ingiusto e l’altrui danno.

Per fare qualche esempio: commette il reato di estorsione colui che, dopo aver commesso un furto chieda e ottenga dal derubato una somma di denaro come corrispettivo per la restituzione della refurtiva, e ciò anche se ci si serva di un mandatario; la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato del lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con minaccia di licenziamento, ad accettare le condizioni economiche deteriori e non adeguate alle prestazioni effettuate.

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