Favoreggiamento personale

Favoreggiamento personale

Il reato di favoreggiamento personale punisce chi, estraneo alla commissione di un reato (quindi non vi rientra la persona che ha concorso a commetterlo), aiuta taluno ad eludere le indagini e le investigazioni dell’autorità procedente, o aiuta taluno a sottrarsi alle ricerche effettuate sempre dalla medesima autorità.

La condotta penalmente rilevante che viene sanzionata, quindi, consiste nell’aiuto che viene fornito, un aiuto che deve produrre un turbamento della funzione giudiziaria, per tale intendendosi non necessariamente uno sviamento delle indagini, essendo invece sufficiente che l’effetto prodotto sia quello di aiutare il colpevole a eludere le investigazioni in corso.

Il presupposto per la commissione del reato di favoreggiamento pertanto, come facilmente intuibile, è che sia stato commesso un altro reato in precedenza e che l’autorità indaghi o possa indagare su una persona quale autrice o sospetta tale del reato commesso.

Il reato di favoreggiamento consiste in un reato di pericolo, che si realizza quando viene posto in essere un comportamento idoneo, anche soltanto in astratto, ad intralciare il corso della giustizia, non importando il risultato prodotto dalla condotta, se realmente abbia avuto l’effetto di ostacolare ovvero sviare la giustizia.

Occorre fare alcune precisazioni in ordine al reato di favoreggiamento: non è assolutamente rilevante la circostanza che la persona favorita o aiutata sia poi effettivamente colpevole per aver commesso il fatto (il reato di favoreggiamento rimane comunque integrato anche in caso di assoluzione, viene escluso il reato soltanto se vi è dubbio sulla circostanza che un reato sia stato commesso, non anche se il dubbio riguarda l’autore del fatto); trattandosi anche di un reato a forma libera, la condotta penalmente rilevante può venire integrata tramite qualunque comportamento commissivo o omissivo, che comunque provochi una negativa influenza e alterazione del contento interno alle investigazioni.

Per fare qualche esempio: integra il reato di favoreggiamento la condotta di taluno che, esaminato dalla polizia, neghi la conoscenza di fatti a lui noti, e ciò anche se la polizia conosce perfettamente i fatti che ha richiesto al soggetto agente; commette il reato chi, avendo subito un’aggressione, si rifiuti nell’immediatezza del fatto di fornire alle forze dell’ordine le indicazioni sugli autori dell’aggressione e sul luogo in cui è avvenuta; oppure, ancora, commette il reato di favoreggiamento colui che dia false indicazioni alla polizia giudiziaria, dirette a non consentire la corretta identificazione del colpevole di un reato, e ciò, come detto, anche se la polizia abbia piena contezza di chi sia l’autore del reato medesimo, atteso che è sufficiente che la condotta del soggetto agente abbia l’attitudine, anche soltanto astratta, di intralciare la giustizia, non rilevando minimamente l’influenza concreta che la condotta abbia avuto nel caso.

Come per altri reati, si pensi al reato di falsa testimonianza, anche per il reato di favoreggiamento è possibile, talvolta, arrivare a escludere la penale responsabilità grazie a cause di non punibilità.

Ad esempio, potrebbe non essere punibile colui che, per necessità di salvare un proprio congiunto, si veda costretto a mettere in atto un’opera di favoreggiamento.

E’, pertanto, fondamentale rivolgersi immediatamente al Difensore affinchè possa elaborare la migliore strategia e difesa tecnica possibile.

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