Indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato

Indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato

Il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato viene commesso da chi consegue, senza averne diritto, per sé stesso ma anche per altre persone, contributi o finanziamenti, mutui o altre erogazioni simili erogati dallo Stato, da enti pubblici o dalla Comunità Europea, tramite la presentazione di documenti e dichiarazioni false o attestanti il falso.

La gravità di questa tipologia di condotta, è da rinvenire nell’ammontare della somma di denaro che viene indebitamente percepita. Difatti, se la somma ammonta a 4.000,00 € è prevista la sanzione della reclusione fino a tre anni; diversamente, se la somma è inferiore la pena prevista è la sanzione  del pagamento di una somma di denaro pari, al massimo, al triplo del beneficio conseguito, con conseguente degradamento della condotta a mero illecito amministrativo.

Anche se si tratta di un reato molto simile a quello previsto dall’art. 316 bis c.p., le differenze con la malversazione sono abbastanza nette: nell’indebita percezione viene punito il modus con cui si ottengono le somme di denaro, mentre nella malversazione ciò che viene punito è l’atteggiamento del soggetto agente dopo aver ricevuto le somme di denaro (ossia la mancata destinazione alle attività per le quali le somme sono state concesse).

Occorre precisare ulteriormente che, rimanendo in tema di rapporti con altri reati, il reato di indebita percezione è una norma sussidiaria rispetto alla più gravemente punita fattispecie di cui all’art. 640 bis c.p., comportando tale circostanza che si verrà puniti per indebita percezione soltanto se non ricorra l’ipotesi della truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Diventa quindi di vitale importanza entrare in contatto quanto prima con il Difensore, atteso che spesso si viene incriminati per una fattispecie più grave di quella che, in realtà, è stata realizzata (malversazione o indebita percezione invece che truffa aggravata, oppure indebita percezione piuttosto che malversazione, o l’illecito amministrativo invece che il reato previsto dall’art. 316 ter).

Come nella malversazione a danno dello Stato, anche nel reato di indebita percezione la persona offesa non può che essere lo Stato, l’ente pubblico o la Comunità Europea.

Il reato di indebita percezione di erogazioni rappresenta un reato di pericolo, integrato dalla violazione di comandi volti ad evitare l’adozione di comportamenti fraudolenti. Ciò che infatti si intende tutelare è la libera determinazione della volontà dell’Amministrazione pubblica in ordine all’erogazione di flussi e risorse economiche.

Per fare qualche esempio, costituisce indebita percezione (e non truffa aggravata) la condotta di colui che, percependo l’indennità di disoccupazione prevista dalla legge, non comunichi all’Inps l’avvenuta sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro subordinato e conseguente assunzione, così continuando a percepire, appunto indebitamente, l’indennità di disoccupazione; integra il reato di indebita percezione la condotta di colui che, per ottenere l’erogazione dell’assegno familiare, previsto dalla Legge n. 448 del 1998, redige una falsa dichiarazione sul proprio reddito, in quanto risulterebbe lesa la libera determinazione della volontà della P.A.; l’imprenditore che riceva la concessione delle agevolazioni da parte della Regione, per la fornitura di beni e servizi, pur essendo legale rappresentante della società fornitrice.

Il reato di indebita percezione di erogazioni si realizza nel momento in cui il soggetto agente entra nella disponibilità delle somme di denaro richieste.

Indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato

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