Maltrattamento di animali

Maltrattamento di animali

Viene punito per il reato di maltrattamento di animali chiunque, per crudeltà o senza necessità, provoca lesioni ad un animale, lo sottopone a sevizie, comportamenti, fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche o trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.

Precisiamo sin da subito che non sussiste la fattispecie di reato nel caso di attività circense, purchè questa sia svolta nel rispetto della normativa di settore.

Differentemente, integra il reato di maltrattamento di animali la condotta dell’agente che provochi lesioni ad un qualsiasi animale, tramite esercizio abusivo della caccia, mediante l’installazione di trappole illegali capaci di ferire o uccidere animali in modo automatico e senza intervento del cacciatore.

Il riferimento ai comportamenti insopportabili imposti all’animale si traduce in condotte incompatibili con il comportamento proprio della specie animale di riferimento, così come ricostruito dalle scienze naturali.

Quanto al requisito della crudeltà o della assenza di necessità, va precisato che nella nozione di necessità (che escluderebbe la configurabilità del delitto sia di maltrattamenti che di uccisione di animali) vi rientra lo stato di necessità previsto dall’art. 54 c.p., in forza del quale “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.

Per esempio, non sarebbe punibile la condotta di chi, passeggiando con il proprio cane regolarmente tenuto al guinzaglio e venendo aggredito improvvisamente da un cane di grossa taglia senza guinzaglio, proprio per evitare che il proprio cane o egli stesso venga azzannato, si munisca di un bastone trovato nelle vicinanze e colpisca a morte il cane di grossa taglia (e ciò anche dovesse arrivare successivamente il proprietario del cane, atteso che in quel momento vi era la necessità di difendersi ed evitare un pericolo attuale di un grave danno, pericolo non volontariamente causato, non evitabile, il cui fatto è proporzionato al pericolo).

Occorre rivolgersi quanto prima all’Avvocato al fine di esaminare il caso concreto di volta in volta e studiare la migliore strategia difensiva possibile in caso di maltrattamenti o uccisione di animali, atteso che ci sono delle circostanze (appunto come la sussistenza o meno della necessità, ma non solo) che possono fare la differenza in una difesa tecnica.

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