persona offesa

Persona offesa dal reato e querela

Chi è la persona offesa dal reato? Che diritti, poteri e facoltà possiede?

La persona offesa dal reato è il titolare dell’interesse giuridico protetto dalla norma penale, il destinatario della norma incriminatrice che viene violata ed è un soggetto del procedimento penale, che può essere sentito come testimone durante il processo penale, con obbligo penalmente sanzionato di rispondere secondo verità, o come persona informata dei fatti in sede di indagini preliminari.

Occorre distinguere tra “soggetto” e “parte” del procedimento penale, atteso che diversi sono i poteri e le facoltà ad essi attribuiti: la persona offesa otterrà la qualifica di parte del procedimento penale soltanto se, in veste di danneggiata dal reato, si costituirà parte civile in giudizio per esercitare l’azione risarcitoria di danno.

Nel caso in cui la persona offesa sia deceduta in conseguenza del reato, le facoltà e i diritti previsti dalla legge sono esercitati dai “prossimi congiunti”, e ciò a prescindere dalle vicende successorie (pertanto, la qualifica di offeso può essere assunta anche da chi ha rinunciato all’eredità), e da “soggetti legati da relazione affettiva e con essa stabilmente convivente”.

Avendo distinto chi è soggetto e chi è parte del procedimento penale, analizziamo quali diritti e facoltà sono esercitabili nell’uno e nell’altro caso: nella sua qualità di “soggetto” del procedimento la persona offesa può presentare memorie e indicare elementi di prova; si tratta, cioè, di poteri sollecitatori che si rivolgono al Pubblico Ministero o al Giudice ma che non pongono in essi un obbligo di pronunciarsi. Diversi sono i poteri riservati alle “parti” e ai loro Difensori, visto che le richieste di costoro pongono, invece, un obbligo di pronunciarsi senza ritardo in capo al Pubblico Ministero o al Giudice.

La persona offesa dal reato gode di diritti di informativa che si concretizzano nel ricevere informazioni riguardanti lo stato del procedimento penale, essere informata dell’eventuale richiesta di archiviazione, sulle modalità di presentazione della querela, sull’accertamento tecnico non ripetibile effettuato dal Pubblico Ministero, sulla data e sul luogo dell’udienza preliminare, e ha diritto alla notifica del Decreto che dispone il giudizio (per citarne alcuni).

Questi diritti di informativa possono svolgere la loro più piena funzione se la persona offesa ha nominato un Difensore, in quanto soltanto questi è tecnicamente in grado di consigliare il suo assistito su come muoversi e attivarsi in relazione ai singoli atti del procedimento penale.

In definitiva, alla persona offesa dal reato sono riservati soltanto poteri di controllo dell’azione svolta dal Pubblico Ministero: difatti, essa può mettersi in contatto con il Giudice per le indagini preliminari per presentargli le proprie conclusioni nel caso in cui il Pubblico Ministero abbia chiesto una proroga delle indagini o l’archiviazione, ma non ha poteri di azione penale (o processuali), riservati solamente alla parte civile.

La persona offesa che abbia subìto un danno dal reato ha diritto al risarcimento dello stesso, obiettivo raggiungibile tramite la costituzione di parte civile nel procedimento penale: si tratta di un’azione volta ad ottenere, al tempo stesso, l’accertamento della responsabilità penale dell’imputato e la sua condanna al risarcimento dei danni derivanti dal reato.

L’azione di costituzione di parte civile può avvenire in udienza preliminare o, al massimo, durante la fase dibattimentale di accertamento della regolare costituzione delle parti, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento e, conseguentemente, è di fondamentale importanza entrare in contatto con il Difensore nel minor tempo possibile al fine di elaborare la migliore strategia difensiva.

Esercitare l’azione civile è molto importante, atteso che ciò permetterà di non anticipare le spese del procedimento penale, non graverà il soggetto della ricerca affannata delle prove e, infine, di godere dei tempi tanto più rapidi del procedimento penale rispetto a quello civile.

Per trovarsi nella condizione di potere esercitare l’azione di parte civile nel procedimento penale, però, è necessario portare la Procura della Repubblica a conoscenza delle condotte poste in essere dal soggetto che sarà imputato nel procedimento penale.

La maggior parte dei reati, infatti, richiede una condizione per procedere penalmente: la predisposizione della querela.

La querela è l’atto con il quale la persona offesa, vittima del reato, manifesta alla Procura della Repubblica la propria volontà affinchè si proceda penalmente per il fatto di reato che viene esposto e descritto: quindi, la querela consiste nel racconto della notizia di reato e nella manifestazione del querelante di procedere penalmente per quel fatto.

E’ bene delineare le differenze tra querela e denuncia, essendo la prima presentabile soltanto dalla persona offesa dal reato, ed essendo la seconda presentabile da chiunque (anche dalla persona offesa) e non dovendo necessariamente contenere una manifestazione di volontà.

In conclusione, quando si è vittime di un reato, occorre rivolgersi al Difensore nel minor tempo possibile, per verificare se è necessaria la predisposizione della querela ma, soprattutto, per rispettare il termine entro il quale questa deve essere presentata: difatti, di regola, la querela può essere presentata entro il termine di tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto di reato.

Non esitare a contattare l'Avvocato Santino Spina

Se hai bisogno di una consulenza tecnica puoi:

- Contattare l'Avvocato accedendo alla sezione contatti

- Inviare un messaggio alla pagina Facebook AVV. SANTINO SPINA

- Chiamare direttamente il numero di telefono: 331.3050425 a cui risponderà l'Avvocato Santino Spina