indagato imputato

Persona sottoposta a indagini

All’inizio di un procedimento penale le indagini possono essere svolte contro ignoti oppure nei confronti di persona nota. Molte denunce e querele vengono presentate senza che la vittima conosca effettivamente l’autore della condotta descritta o sia in grado di identificarla chiaramente.

Svolte le indagini, può darsi che gli elementi raccolti dagli inquirenti consentano di eliminare questa lacuna e, quindi, individuare il soggetto a cui la condotta viene attribuita, ossia la persona sottoposta ad indagini preliminari, volgarmente denominata indagato.

E’ assolutamente necessario distinguere tra indagato e imputato, attese le molteplici differenze in ordine sia alla fase del procedimento che sul ruolo e regole cui sono sottoposti questi soggetti:

la qualità di imputato viene assunta quando il Pubblico Ministero, terminate le indagini preliminari, formula l’imputazione e chiede il rinvio a giudizio, e si conserva per tutta la durata del processo penale fino a sentenza irrevocabile.

Quando si è indagati o imputati, è assolutamente necessario farsi assistere da un Avvocato, il solo che è tecnicamente in grado di seguire l’assistito durante l’importante fase delle indagini, sia per eventuali investigazioni difensive, per lo svolgimento di un possibile interrogatorio, nonché per l’analisi degli elementi raccolti dal Pubblico Ministero.

Ebbene, un momento cruciale che spesso l’indagato deve affrontare è quello dell’interrogatorio, un atto importante perché attraverso di esso possono essere esposti i principali diritti che spettano all’indagato nella sua autodifesa: con l’interrogatorio l’indagato può rendere dichiarazioni che potranno essere usate sia a suo favore, sia a suo sfavore, in ogni caso nei limiti in cui decida di renderle liberamente.

Difatti, è necessario il consenso del dichiarante, il quale può decidere di rispondere alle domande, soltanto a qualcuna, ovvero a nessuna (l’ordinamento si comporta in modo leale con l’indagato, lo avvisa che può decidere di non rispondere, ma se risponde allora le dichiarazioni potranno essere utilizzate anche contro di lui).

Inoltre, l’indagato viene avvisato che ha, come detto, facoltà di non rispondere alle domande; egli è avvertito che deve rispondere secondo verità sulla identità personale, mentre sul resto non ha l’obbligo penalmente sanzionato di dire la verità, infatti non commetterebbe il reato di falsa testimonianza né quello di false informazioni al pubblico ministero giacché tali reati richiedono la qualifica di testimone o di possibile testimone, che l’indagato non riveste.

L’unico limite alla possibilità di mentire è da rinvenire nella commissione di fattispecie criminose: l’indagato non può mentire affermando falsamente che sia stato commesso un reato (simulazione di reato), o non può incolpare taluno che egli sa essere innocente (calunnia). Ogni volta che l’indagato, mentendo all’interrogatorio, commette un reato come negli esempi fatti verrà perseguito per quella condotta.

Infine, l’indagato viene avvertito che se renderà dichiarazioni sulla responsabilità altrui, assumerà, in ordine a tali fatti, la qualifica di testimone (con l’obbligo di dire la verità).

E’ di fondamentale importanza farsi assistere dal Difensore per preparare questa importante fase del procedimento penale, visto che sulle dichiarazioni che verranno rese viene spesso determinata la credibilità e l’attendibilità del dichiarante. E’ per tale ragione che spesso si consiglia di tacere piuttosto che rendere dichiarazioni false.

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