Ricettazione

Ricettazione

Viene punito per il reato di ricettazione chiunque acquista, occulta o riceve denaro o altra cosa proveniente da delitto, ma anche chi si intromette per farla acquistare, occultare o ricevere, al fine di procurare a sé stesso o ad altri un profitto.

Ciò che si intende tutelare con il reato di ricettazione è l’interesse a che venga limitata l’incentivazione a compiere attività delittuose, oltre che l’interesse di evitare che le attività delittuose diventino fonte di profitti.

Appare evidente che il reato di ricettazione presuppone un pregresso reato dal quale la cosa deve provenire, reato di cui non si richiede l’avvenuto accertamento in un processo, giacchè, ai fini della responsabilità per il reato di ricettazione, sarà sufficiente la circostanza che il denaro o la cosa provenga da delitto.

Inoltre, si ritiene che non possa spiegare efficacia la mancanza della condizione di procedibilità del reato presupposto.

Non commette il reato di ricettazione colui che viene trovato in possesso di articoli con marchio contraffatto, l’acquirente finale che non abbia partecipato alla catena di distribuzione degli articoli con marchio contraffatto, sempre che il soggetto si sia limitato ad acquistarli per farne un uso strettamente personale (non così se lo scopo è la rivendita a terzi per trarne profitto).

Ai fini della configurabilità del reato di ricettazione è necessario che l’imputato sia consapevole della provenienza illecita del denaro o della cosa, ed è necessaria la prova dell’estraneità dello stesso al reato presupposto.

Il reato di ricettazione, nel caso di attività di mediazione, si perfeziona già per il solo fatto di essere intervenuti per fare acquistare il bene, farlo ricevere oppure occultare il bene di provenienza delittuosa, non rilevando che il soggetto che si intromette abbia effettivamente messo in contatto le parti, né importando che l’acquisto, la ricezione o l’occultamento della cosa sia avvenuto.

Quanto alla nozione di profitto, questo va inteso in qualsiasi tipo di vantaggio, patrimoniale ma anche non patrimoniale, qualsiasi utilità che il soggetto agente si proponga di conseguire, non rilevando affatto la ragione per la quale l’autore del fatto abbia deciso di acquistare, occultare o ricevere la cosa di provenienza delittuosa.

Di conseguenza, il profitto, il cui conseguimento integra il dolo specifico richiesto per il reato di ricettazione, può anche avere natura non patrimoniale.

Il reato di ricettazione, essendo reato a carattere istantaneo, si consuma al momento dell’accordo sulla cosa e sul prezzo tra venditore e acquirente (nel caso di acquisto).

Come detto, ai fini della sussistenza del reato di ricettazione, è necessario che il soggetto agente sia consapevole della provenienza illecita del bene ricevuto, non essendo richiesto che l’autore conosca perfettamente e nei minimi dettagli le circostanze di tempo, di luogo e di modo del reato presupposto.

La prova del dolo può essere raggiunta in qualsiasi modo, da qualsiasi elemento, anche indiretto: pertanto, si ritiene che la consapevolezza della provenienza illecita del bene sia desumibile anche dalla mancata o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta da parte dell’autore del fatto (in altre parole, la mancata giustificazione del possesso di una cosa proveniente da delitto costituisce piena prova della conoscenza dell’illecita provenienza).

La competenza territoriale si ritiene identificarsi con il luogo in cui il bene è stato ricevuto.

La condotta posta in essere è molto simile a quella di un altro reato disciplinato dal nostro codice penale: la contravvenzione dell’incauto acquisto, da cui il reato di ricettazione va distinto.

Ebbene, il criterio distintivo tra il delitto di ricettazione e la contravvenzione per incauto acquisto è da rinvenire nell’elemento soggettivo, nell’elemento intenzionale, che per quanto concerne la contravvenzione è costituito dal semplice sospetto della provenienza illecita del bene e nella ricettazione, invece, è costituito dalla certa consapevolezza di tale provenienza.

Tale certezza, come suesposto, può dedursi da qualsiasi elemento, anche indiretto, finanche da quelli elencati nella fattispecie contravvenzionale, quando questi siano talmente evidenti e gravi da generare in una persona di levatura intellettuale media l’assoluta certezza che il bene sia di provenienza illecita.

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