Commercio di sostanze alimentari nocive

Commercio di sostanze alimentari nocive

Il reato di commercio di sostanze alimentari nocive viene commesso da chi detiene per il commercio, o distribuisce per il consumo sostanze alimentari che, non essendo contraffatte, sono comunque pericolose per la salute pubblica.

Pertanto, stiamo trattando di detenzione di sostanze alimentari avariate, che fa del delitto in questione un reato di pericolo.

Di conseguenza, il reato di commercio di sostanze alimentari nocive si consuma con la semplice detenzione per il commercio, non essendo invece richiesto che la vendita delle stesse sia stata in concreto effettuata e che si sia verificato un danno alla salute pubblica.

Per sostanze destinate all’alimentazione ci si riferisce a sostanze pronte per essere usate, e non anche a quelle che necessitano di un trattamento per divenire commestibili.

Commette il reato di commercio di sostanze alimentari nocive colui che pone in essere qualsiasi atto in forza del quale la cosa sia messa in circolazione, non rilevando se ciò avvenga a titolo gratuito, nè la circostanza che la vendita sia avvenuta a favore di una sola persona.

Per fare un esempio, integra il reato in questione la condotta di chi detiene carne avariata o insaccati male odoranti nel frigorifero di un ristorante o trattoria, atteso che le anzidette costituiscono sostanze alimentari che vengono detenute per il commercio, e quindi destinate al consumo dei clienti del locale.

La materia del commercio di sostanze alimentari nocive è destinata, come ovvia conseguenza del settore che abbraccia, ad essere arricchita da norme extra-penali che vanno ad integrare il precetto penale.

Difatti, accade spesso che autorità amministrative o sovranazionali, dettino disposizioni che regolano ovvero impongono divieti sulla scorta di insegnamenti scientifici.

Si ricordi, ad esempio, il decreto del Ministro della Sanità del 1993 che fissava il limite massimo di mercurio tollerabile nei prodotti ittici.

Il bene giuridico che si vuole tutelare è, naturalmente, la salute pubblica che in questo caso viene salvaguardata tramite un divieto che prevenga il consumo di sostanze alimentari idonee a porre in pericolo la salute dei consumatori.

La capacità di arrecare danno alla salute deve essere accertata a mezzo di adeguati strumenti probatori.

Affinché si venga dichiarati penalmente responsabili per il reato in questione è richiesta la consapevolezza nel soggetto agente del pericolo che può essere arrecato alla salute pubblica tramite il commercio delle sostanze alimentari.

Il dolo in questione può anche essere eventuale e, conseguentemente, il soggetto agente sarebbe responsabile anche se avesse soltanto accettato il rischio che le sostanze dannose vengano destinate all’alimentazione.

Commercio di sostanze alimentari nocive

Non esitare a contattare l'Avvocato Santino Spina

Se hai bisogno di una consulenza tecnica puoi:

- Contattare l'Avvocato accedendo alla sezione contatti

- Inviare un messaggio alla pagina Facebook AVV. SANTINO SPINA

- Chiamare direttamente il numero di telefono: 331.3050425 a cui risponderà l'Avvocato Santino Spina