Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale

Violenza o minaccia a pubblico ufficiale

Viene punito per il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio la persona che, per costringerlo a omettere un atto del suo ufficio o a fargli compiere un atto contrario ai suoi doveri, usa appunto violenza o minaccia, nelle forme che andremo a vedere.

Nel reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale il bene che il codice penale intende tutelare è da rinvenire nell’interesse dello Stato al normale funzionamento della macchina pubblica (la pubblica amministrazione) e nella protezione del suo prestigio, oltre naturalmente alla libertà morale e l’incolumità fisica della vittima, ossia il pubblico ufficiale.

E’ fondamentale, sin da subito, evidenziare come la minaccia del soggetto agente, rivolta a più pubblici ufficiali, benché con una sola frase, non vada a costituire un’unica ipotesi del delitto, concretizzandosi invece in più reati per quanti sono i pubblici ufficiali.

Quindi, nell’ipotesi di pluralità di soggetti passivi del reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, la singola frase minacciosa rivolta, seppur nello stesso contesto, integra tanti reati quanti sono i soggetti passivi, e ciò perché la minaccia, andando a ledere sicuramente l’interesse alla tutela del normale funzionamento della pubblica amministrazione, si risolve anche in altrettante e distinte offese alla libera determinazione della volontà di ogni singola persona a cui è rivolta (restando salva la possibilità di unificazione dei reati per il vincolo della continuazione).

Ma quale è la condotta punita dal reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale? Non si tratta di una qualsiasi minaccia o violenza come andremo ad analizzare.

La minaccia deve essere, infatti, idonea a costringere il pubblico ufficiale al compimento di un atto contrario a suoi doveri, oppure all’omissione di un atto che avrebbe dovuto compiere: l’idoneità della minaccia deve essere, dunque, valutata con un giudizio che tenga conto di circostanze oggettive e soggettive del fatto. Ciò vuol dire che, anche se il male minacciato è impossibile da realizzare, ciò non vale ad escludere la realizzazione del reato di violenza o minaccia al pubblico ufficiale, se la minaccia è comunque stata seria, e il male ingiusto che è stato prospettato è stato ritenuto potenzialmente possibile.

Per fare un esempio: se viene affermata la frase “a questi poliziotti li facciamo arrestare”, nel caso in cui si subisca un verbale da parte della polizia municipale, si commette il reato perché la minaccia è idonea e seria, non rilevando il fatto che poi il male minacciato (l’arresto) non si sia realizzato o che i poliziotti non siano stati minimamente intimiditi.

Un dato importante, per l’integrazione del reato, è costituito dal fatto che non occorre l’attualità dell’esercizio della funzione da parte del pubblico ufficiale, potendo il soggetto passivo ricevere la violenza o la minaccia anche al di fuori. Infatti, ciò che rileva è il nesso di mezzo a fine (lo scopo che si vuole raggiungere) tra la minaccia e il compimento o non compimento dell’atto.

Il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, essendo un delitto di mera condotta, si consuma nel momento in cui viene posta in essere la violenza o la minaccia, non influendo il raggiungimento o meno dello scopo prefissato dal soggetto agente, né influendo la possibilità che il pubblico ufficiale soddisfi in futuro o meno l’intimazione che ha ricevuto.

Ciò significa che l’atto contrario ai doveri d’ufficio non fa parte dell’elemento oggettivo richiesto dalla norma penale.

Per essere imputati del reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale occorre, altresì, che il soggetto agente ponga in essere la condotta con la consapevolezza di raggiungere il proprio fine (il compimento o l’omissione dell’atto da parte del pubblico ufficiale).

Per fare un altro esempio, costituisce reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale la condotta di una persona che minacci un testimone processuale, visto che il testimone acquista la qualità di pubblico ufficiale nel momento in cui viene chiamato a deporre, ossia dal momento della citazione (anche da parte di un Difensore).

Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale

Non esitare a contattare l'Avvocato Santino Spina

Se hai bisogno di una consulenza tecnica puoi:

- Contattare l'Avvocato accedendo alla sezione contatti

- Inviare un messaggio alla pagina Facebook AVV. SANTINO SPINA

- Chiamare direttamente il numero di telefono: 331.3050425 a cui risponderà l'Avvocato Santino Spina